☀ Autoabbronzanti ☀ Cosa sono, come funzionano, precauzioni e varie formulazioni {PART 1}

Salve donzelle 🌸

Siamo giunte al tanto atteso fine settimana e suppongo che ciascuna di voi abbia già dei programmi, più o meno piacevoli. Siamo quasi nel pieno dell’estate, Luglio dovrebbe garantirci un tempo più stabile fatto di sole e di caldo.

Do per scontato che molte di voi approfittino delle vacanze o dei fine settimana per recarsi al mare, rilassandosi in acqua o sotto al sole. Purtroppo, c’è chi ha già avuto modo di godersi tutto ciò, anche se per poco, a scapito di coloro che, per motivi lavorativi, di studio o per altro, il mare o un po’ di relax in generale lo stanno solo immaginando.

Alzi la mano chi vorrebbe tornare ai tempi delle superiori per entrare in modalità vacanza e godersi pienamente i tre mesi estivi.

Il problema principale, secondo me, non è solo l’invidia di non potere fare questo o quell’altro, quanto il pallore dei 9 mesi dell’anno che ci si porta appresso nella bella stagione. Essendo una ragazza del Sud ed avendo il mare sotto casa, per me estate significa solo una cosa : abbronzatura!

abbronzatura

Ma non a tutte piace: ci sono coloro che preferiscono mantenere la pelle chiara anche d’estate e chi considera volgare una pelle troppo nera. Questo lo penso anch’io.

collage

H&M è stata fortemente criticata per avere esposto una modella troppo nera 

Se solo riflettessimo sui danni che un’abbronzatura di questo tipo provoca a lungo andare… Perchè prendere il sole fa bene e questo è scientificamente provato – anche solo 10 minuti al giorno favoriscono la produzione di vitamina D, utile nella prevenzione di malattie come il cancro, l’osteoporosi, le patologie autoimmuni e non solo- ma a questi livelli diventa semplicemente fissazione estetica. Esiste una vera e propria patologia definita Tanoressia (dall’unione delle parole anoressia e tanning, ossia “abbronzatura” in inglese) per i soggetti che non si reputano mai abbastanza abbronzati e che sviluppano una dipendenza dalla pelle nera, il che li porta a trascorrere ore sotto il sole o nei centri estetici.

Ma tornando alla normalità, inutile negarlo: un po’ di abbronzatura piace a tutte! Rende la pelle luminosa, aumenta l’autostima, ci permette di sfoggiare capi dai colori vivaci e, secondo me, esalta i propri colori e le forme del corpo e del viso. E quindi (evitando di diventarne dipendenti) la soluzione per coloro che non hanno la possibilità di abbronzarsi naturalmente, esponendosi sotto il sole, è fornita dagli autoabbronzanti.

COSA SONO E COME FUNZIONANO?

Come si suol dire: la cosmesi moderna arriva laddove la natura si ferma. L’uso degli autoabbronzanti è sempre più diffuso, tant’è che vengono utilizzati indistintamente sia da uomini che da donne in ogni stagione dell’anno.

Il meccanismo su cui si basa questa tipologia di prodotto cosmetico prende spunto direttamente dal nostro organismo. Difatti le proprietà coloranti degli autoabbronzanti sono dovute all’azione di una sostanza presente in natura, nota come diidrossiacetone (Dha): si tratta di uno zucchero naturale derivato dalla buccia della castagna che reagisce con le cellule della cheratina della pelle, legandosi ad esse, la cui reazione provoca la formazione di pigmenti scuri, favorendo, quindi, un cambiamento di colore dell’epidermide facendole assumere il noto colorito dorato.

L’intensità del colore varia in funzione della concentrazione del prodotto in DHA: in commercio si può scegliere tra i prodotti con una concentrazione dal 2,5 al 3 % per le pelli chiare o del 5% per quelle olivastre. E’ sempre meglio provare in anticipo il prodotto prima di acquistarlo e di applicarlo su tutto il corpo.

Ecco perché il processo (ma non il risultato) di causa-effetto alla base di questi prodotti cosmetici appare differente da quello dovuto all’esposizione ai raggi solari. Se esporsi ai raggi solari, infatti, attiva la melanina – la sostanza che determina il colore dell’epidermide -, gli autoabbronzanti non agiscono affatto al livello di questo pigmento, ma agiscono sullo strato superficiale della pelle andando ad innescare una reazione colorimetrica tra le proteine dello strato corneo della pelle e le molecole contenute all’interno del prodotto cosmetico.

Molti si interrogano sulla dannosità o meno di questo tipo di prodotto. Quello che è certo è che non contiene alcuna sostanza chimica, ma che provoca soltanto delle reazioni di tipo chimico. Si tratta di reazioni che non avverrebbero in modo naturale ma che, in questo caso, non penetrano minimamente in profondità e quindi non danneggiano la pelle. Ognuno è comunque libero di decidere se sottoporre la propria pelle a questo tipo di trattamento.

Ciò significa che l’autoabbronzante fa sicuramente meno male di una lampada fatta presso un centro estetico: a differenza dei lettini abbronzanti, questa sorta di abbronzatura fittizia sembra essere più sicura in termini di salute per il nostro organismo. Il Dha è stato infatti sottoposto a differenti ricerche che non ne hanno evidenziato alcun effetto tossico per la pelle. Come per ogni prodotto cosmetico, tuttavia, si raccomanda cautela.

Le creme autoabbronzanti si dividono in due categorie: quelle riservate al viso e quelle applicabili su tutto il corpo. La differenza fondamentale riguarda esclusivamente la densità, in quanto esse contengono gli stessi elementi e le medesime sostanze. Ma non bisogna pensare che questi prodotti siano sostituti delle creme protettive: se decidete di esporvi al sole, non dimenticate mai di applicare i fattori di protezione contro i raggi UV.

LA PAURA DI DIVENTARE COLOR CAROTA

Rimuovete dalla testa il luogo comune di diventar color arancio-carota dopo l’applicazione dell’autoabbronzante: quelli che provocavano questo risultato finale avevano delle formule “primitive” che con gli anni sono state rese più sofisticate, proprio per non lasciare strisce color ruggine durante l’applicazione né aloni gialli al suo termine.

Ad oggi, i prodotti più all’avanguardia, non solo donano un bel colorito alla propria pelle ma agiscono come veri e propri trattamenti: sono arricchiti di vitamina E, acido ialuronico, aloe vera, agenti snellenti per il corpo come la caffeina o super nutrienti come l’olio di argan e di jojoba. Questo ci permette di ottenere una pelle abbronzata, sana e luminosa.

Inoltre, scegliete autoabbronzanti contenenti Citrus per limitare l’odore, senza alcool per il viso, ipoallergenici o senza profumo per limitare i rischi di allergia.

QUALCHE PRECAUZIONE SULL’UTILIZZO

In linea di massima, le creme autoabbronzanti possono essere usate in qualsiasi situazione e da qualsiasi persona. Ma ci sono alcune circostanze nelle quali l’applicazione è sconsigliata, non perché si rivelerebbe dannosa o pericolosa, ma perché non garantirebbe l’effetto desiderato.

Ad esempio quando la pelle comincia a spellarsi: dato che la crema agisce a livello epidermico superficiale, in questo caso è ovvio che non potrà agire in modo uniforme.

Altro caso, quando sappiamo o decidiamo di dover fare subito dopo la doccia: l’utilizzo dell’asciugamano e lo strofinio della spugna contribuiscono alla rimozione delle cellule superficiali, per cui l’effetto della crema autoabbronzante sarà minore.

LE VARIE FORMULE DELL’AUTOABBRONZANTE

Le tipologie esistenti sono davvero tantissime ed è difficile riuscire ad orientarsi in questo mare di prodotti. Scopriamoli insieme e cerchiamo di capire quella adatta a noi:

LATTE/CREMA IDRATANTE

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Sono prodotti specifici per chi ha una pelle abbastanza secca o che, oltre al cambiamento del colore, ricercano anche un trattamento. Infatti queste formule sono solitamente arricchite di acido ialuronico o vitamine che apportano benefici alla nostra pelle.

GEL

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É una formula piacevole al tatto nonchè rinfrescante, ma non è ideale per tutti. Infatti è molto meno idratante della formula in crema e, su pelli troppo secche, potrebbe causare macchie. E’ la tipologia adatta, invece, per chi suda molto o tende ad avere la pelle grassa.

OLIO

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Questa tipologia rende la pelle molto luminosa ed è facile da stendere. Solitamente è quella preferita, soprattutto per il viso.

MOUSSE E SPRAY

La formula spray viene considerata la più pratica ma bisogna rispettare le modalità d’utilizzo riportate sulla confezione.

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SALVIETTE

Non le ho mai viste ma ritengo che, per una questione di praticità, siano comode per dei ritocchi al viso, in quanto per il corpo si rivelerebbero insufficienti e bisognerebbe comprarne a tonnellate, tanto vale… 🙂

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Ok ragazze, la prima parte sull’articolo dedicato agli autoabbronzanti finisce qui 🙂 cosa ne pensate? Li utilizzate già o ci farete un pensierino? Io penso che siano delle buone soluzioni “palliative”, anche se vi raccomando di fare attenzione a quelli che scegliete: cercate di prediligere quelli con degli ingredienti funzionali e privi di sostanze chimiche inutili.

Vi aspetto nella seconda parte dell’articolo per entrare nel vivo della discussione: come prepararsi e come applicare correttamente l’autoabbronzante.

Quindi alla prossima, ciao! 🌸

***

36 commenti su “☀ Autoabbronzanti ☀ Cosa sono, come funzionano, precauzioni e varie formulazioni {PART 1}

  1. […] l’ha detto che i cosmetici autoabbronzanti {anche di questo ne ho parlato qui} vanno usati solo quando si desidera un po’ di colorito partendo da zero? Possono essere dei […]

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  2. […] AUTOABBRONZANTI: COSA SONO, COME FUNZIONANO, PRECAUZIONI E VARIE FORMULAZIONI {PART 1} […]

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  3. Sara fatina ha detto:

    Io sono molto chiara di carnagione, però nonostante ciò preferisco fare a meno degli autoabbronzanti, non mi ispirano non so perché. Preferisco andare di protezione 50 e se mi abbronzo bene, se no fa niente! 🙂

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  4. estebeauty ha detto:

    Ottimo articolo Alessia!😊😘

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  5. JoJo ha detto:

    Post molto interessante! Io non ho un buon rapporto con gli autoabbronzanti perché mi regalano sempre un colorito color marge simpson parecchio innaturale 😨 Alla fine mi conviene tenermi il mio amato color mozzarella 😁😁😁

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  6. fra3viola ha detto:

    Ciao bella! Sai che non sapevo dell’esistenza della tanoressia? Ne conosco un paio di persone affette…Una viene nella mia palestra, è color cioccolatino, solo che essendo già verso i 60 anni è piena di rughe ovunque, fa impressione! Io non mi sono mai fidata ad usare autoabbronzanti perchè ho paura delle macchie :p

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  7. Althaira ha detto:

    O_O esistono le salviette autoabbronzanti?? Questa mi giunge nuova!!
    Post interessantissimo! Anche se sono una fan della pelle bianca mi incuriosiscono gli tantissimo gli autoabbronzanti bio *_* anni fa usai uno famoso della Nivea…con pessimi risultati!

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  8. margheritaviola ha detto:

    Io ho provato sia le salviettine per il viso che la crema autoabbronzante .. Con pessimi risultati!

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  9. Oriana ha detto:

    Interessante!
    Mi tengo la mia carnagione pallida e la mia leggera abbronzatura di quando andrò al mare. Anche se lo volessi, non diventerei mai come la modella di H&M, quindi non ci provo nemmeno.
    Lato estetico a parte, abbronzarsi molto fa invecchiare prima la pelle… ed ora, a 40 anni, mi sto riscattando di tutte le amiche che volevano facessi le lampade: loro oggi dimostrano 45 anni, io non più di 35 (il top è stato qualche settimana fa quando una ragazza di 25 anni che conosco mi ha mandato un invito per una serata [in TV] dove l’età massima era 35 anni e non ci credeva che li avessi passati da un pezzo… sai, finché te lo dicono le zie anziane è una cosa, ma quando te lo dice una 25enne, allora è vero!)

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  10. Laura ha detto:

    Voglio provare la formula spray, menomale che ci sei tu con questi bellissimi e interessanti post, ti abbraccio cara, buona giornata e buon weekend, ❤

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  11. vitaincasa ha detto:

    Interessante articolo! Per un periodo ho utilizzato gli autoabbbronzanti, ma poi ho smesso. Non perché non ne fossi soddisfatta, ma solo perché nel tempo ho perso interesse per l’abbronzatura! 🙂 Magari un giorno scriverò un post anch’io al riguardo!

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    • Grazie 🙂 io non li ho mai usati perché ho sempre avuto modo di andare a mare frequentemente, ma quest’anno ci sto facendo un pensierino..

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      • vitaincasa ha detto:

        Vedi, io anche andando al mare non prendo molto colore. Con gli autoabbronzanti invece prendevo proprio una bella sfumatura dorata e senza rischio scottature! L’unico problema era che man a mano che le cellule della pelle si rinnovavano, si formavano delle piccole chiazze più chiare, specialmente nella zona delle caviglie; sembrava avessi la psoriasi! 🙂 Comunque, come ti dicevo, il motivo per cui ho smesso di usarlo, è stato principalmente il calo di interesse per l’abbronzatura! 🙂

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        • XD eh, uno dei motivi che mi rende titubante è la stesura e il lungo andare… e se lo metto male? E se ottengo un effetto finto? Proverò a piccole dosi proprio… magari dipende anche dal prodotto che si acquista 🙂

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          • vitaincasa ha detto:

            Sicuramente sì, devi trovare il prodotto giusto, questo è fondamentale. Riguardo all’effetto finto, penso di poterti tranquillizzare: io sono bianchissima, ed ottenevo un effetto assolutamente naturale e gradevole. Per cui se tu parti già da un tono di pelle più scuro, a maggior ragione non dovresti avere problemi! L’importante è non esagerare con le applicazioni…

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            • E per le zone critiche tipo orecchie, mani e piedi cosa mi consigli? O sulla schiena come faccio? XD

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              • vitaincasa ha detto:

                Intanto mi sono resa conto di essermi espressa male: l’effetto che trovavo sulle caviglie quando la pelle si rinnovava era simile alla vitiligine (non alla psoriasi come avevo scritto nel commento precedente). Riguardo alle zone critiche che dici tu, va sfumata bene anche lì, sugli orecchi una piccolissima quantità ovviamente! I piedi vanno trattati come il resto del corpo, puoi omettere le piante, ma ti consiglio di arrivare bene in tutta la parte visibile. I palmi delle mani sono un capitolo a parte: usandoli per spalmare il prodotto su tutto il resto del corpo, ne assorbono di più, e rischiano di diventare più scuri! Quindi sarebbe consigliabile lavarli ogni tanto, o strofinarli su un pezzo di carta da cucina. Magari lasciando le braccia per ultime, così lavando le mani non rovini anche i polsi. Quando hai finito tutto il corpo, passi alle mani, dorso compreso, e massaggi un po’ come la crema mani. Questo è quello che facevo io e mi trovavo bene.

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